|
L’utilizzo delle armi nella pratica dell’Aikido è un prezioso metodo di apprendimento, in quanto attraverso gli spostamenti del corpo ed i cambi di profilo permette di mettere in relazione il corpo nella sua totalità; tenendo inoltre un’arma tra le mani l’aikidoka (sia esso un principiante o un esperto) può visualizzare il prolungamento del proprio Ki che dal punto di origine si espande alle mani ed alla punta dell’arma stessa, ed oltre; lo studio della pratica con le armi è altresì utile in quanto permette la “visualizzazione” dei movimenti di taglio. Ci sono svariate ragioni per cui un tale tipo di pratica risulta fondamentale nell’apprendimento dell’Aikido: In primo luogo i movimenti di aikido sono derivati dalle arti classiche armate, gli attacchi dell’aikido ad esempio sono derivati dai colpi della spada o della lancia. In seconda analisi l'addestramento delle armi è utile per imparare un ma ai, un kamae, un’awase, uno shisei adeguati, …. Muoversi all’interno e dall’esterno dalla gamma dei movimenti di un’arma promuove un senso intuitivo della distanza e dello spazio. In terzo luogo, molte tecniche avanzate di aikido coinvolgono le difese contro le armi; per accertarsi che tali tecniche possano esercitarsi in sicurezza è altresì importante sapere attaccare correttamente con le armi. In quarto luogo, ci sono quasi sempre principi fondamentali dei movimenti e delle tecniche di aikido che possono essere dimostrati proficuamente tramite l'uso delle armi. Addestrarsi nei kata ed all’uso delle armi è un modo per facilitare la comprensione dei principi generali dei movimenti dell’Arte. Sesto, l'addestramento delle armi aggiunge un elemento di intensità e di precisione alla pratica dell’aikido, in particolar modo nelle tecniche nelle quali ci troviamo a dover fronteggiare una situazione di attacco armato. Infine, l’addestramento con le armi fornisce un'occasione per sviluppare un genere di risposta e di sensibilità ai movimenti ed alle azioni all'interno di una disposizione che solitamente è strutturata. Sbagliare un movimento, un Ma Ai, un Irimi, un Awase durante la pratica con le armi non permette quasi mai di “recuperare” come, con un po’ di esperienza, potremmo riuscire se stessimo praticando a mani nude. L’addestramento delle armi è quindi un modo molto utile ed interessante per imparare i principi che governano le linee dell'attacco e della difesa. Nello studiare la spada ed il suo impiego impariamo controllare kensen, la linea che il kissaki (la punta della spada) disegna in ciascun taglio, e possiamo provare a disegnare idealmente quella linea con il nostro occhio; questo ci permette di vedere la forma all'interno di ogni tecnica ed indirizzare con precisione l'energia nel nostro corpo ed in quello del nostro Uke. Tagliare con la spada è un movimento di estensione nel quale la punta della stessa deve essere unificata con il centro, e l’acquisizione di una certa padronanza dei movimenti di taglio permette la realizzazione dell'unificazione corpo-mente; peraltro la maggior parte delle tecniche in aikido, se eseguite correttamente, divengono un movimento di taglio: Ikkyo, nikkyo, sankyo, yonkyo, gokkyo,... per esempio, sono effettuati mediante un taglio in estensione ed espansione piuttosto che con un movimento di forza e di contrazione. Non basta però soltanto ripetere i movimenti della spada come fossero forme fisse senza scoprire e studiare la loro strategia. Ogni allievo deve prendere l'addestramento delle forme armate, così come quelle a mani nude come parti di un tutto, in un’unica continua ricerca ed analisi. O-Sensei ha considerato la pratica con le armi come parte essenziale del suo insegnamento così come del proprio addestramento ed ha utilizzato costantemente le armi per mostrare i principi dell’aikido. Uno degli stili di spada che il fondatore aveva studiato era lo stile antico di Kashima, che data la scuola dal quindicesimo secolo; il fondamento di quella scuola è il concetto di Shinbu, il “marziale divino" nel quale si vince senza combattere.Il compiere questo atto voleva dire svilupparsi non tanto fisicamente quanto spiritualmente. Per quanto riguarda il jo anche quest’arma ha l’obiettivo di entrare in contatto con il centro e di proseguire con movimenti di penetrazione e/o taglio. L’utilizzo del jo è particolarmente complesso: è un’arma lunga circa 130 cm. derivata dallo studio e dall’uso della lancia e può essere usata nella sua completezza (non esistono impugnature rigidamente prefissate), dal punto di vista offensivo vengono però considerate ai fini dell’attacco le due estremità.
|