il Dojo PDF Stampa E-mail
Per chi si accosta per la prima volta alla pratica delle Arti Marziali possono destare la sua curiosità alcuni gesti e piccole cerimonie che comunemente vengono compiute all’interno delle discipline tradizionali; così come possono destare la sua curiosità attrezzi ed ornamenti presenti nella sala.
"Dojo" significa: "luogo dove si pratica la Via" o, secondo una ricerca filologica, "luogo dove un individuo perde il suo ego". Questo significa che si tratta di un luogo dove si ricerca un processo di arricchimento spirituale, morale, intellettivo e fisico dell’uomo, attraverso la pratica di una disciplina.
In particolare "Do" significa "Via", mentre "Jo" è la "Terra o Superficie", letteralmente "terra dedicata alla Via".
La porta d’ingresso del Dojo, sia questo un locale o l’intero spazio disponibile, dovrebbe essere piccola e bassa così che ognuno, entrando, debba chinarsi in segno di umiltà e rispetto.Il pavimento Dojo è coperto dai Tatami, i materassini per la pratica; questi sono disposti nei vari elementi rettangolari in modo che ogni coppia simboleggi una svastica, mentre l’intera superficie forma una spirale. La svastica simboleggia il cammino del sole, vale a dire il ciclo del tempo, con la morte-nascita; la spirale invece è una rappresentazione dell’infinito.
In una parete opposta all’entrata si trova una nicchia o una zona dove prendono posto dei ritratti, delle calligrafie, a volte un piccolo altare ed altri oggetti.
L’altare è detto SHINDEN, i quadri sono effigi di maestri famosi e rispettati che hanno onorato le Arti Marziali, figure esemplari per i praticanti; le calligrafie riportano frasi, motti e principi di vita.
La parete dove si trova l’altare si chiama Kamiza (la dove si siedono gli dei).
La parete opposta al Kamiza si chiama Shimoza; alla destra del Kamiza si trova il Joseki, la parte dove di solito si dispongono i maestri per il saluto all'inizio ed alla fine della lezione, e dalla parte opposta il Shimoseki, il lato usualmente riservato agli allievi.
L’allievo che sale sul tatami, salendo saluta per prima cosa il Kamiza, poi l’istruttore presente nella sala.
Un concetto fondamentale nella pratica del Budo giapponese riguarda gli attrezzi della pratica, siano essi il Tatami, il Gi o le varie armi; bisogna pensare che gli attrezzi che ci circondano hanno un ruolo fondamentale nei nostri progressi, un praticante veramente degno di questo nome non vorrà dimostrarsi scortese trattando male la sua o l'altrui attrezzatura, ma prenderà con cura ogni oggetto curandone la manutenzione, cosa importante per l'incolumità propria ed altrui.